Vi copio qui un interessante post dell'amico Dott. Nicola Fiotti (nostro ospite a Salami e Salumi di 2 anni fa) scritto sul NG:
Alcuni anni fa, durante una delle ultime visite di Kuaska a Udine, avevo detto che stavamo studiando gli effetti dell’alcol e della birra su alcune proteine che modulano il rischio di aterosclerosi, come di altre malattie. Con un ritardo di quasi quattro anni, sono qui a sdebitarmi pubblicamente con Lorenzo e vorrei condividere la buona notizia con tutto il NG. E’ in corso di pubblicazione su una rivista del settore (“Alcohol”, guarda caso) un lavoro condotto in collaborazione tra l’Università di Udine (nello specifico di Franco Tubaro e di Stefano Buiatti) e quella di Trieste, per cui lavoro. I risultati sono stati che l’assunzione di una moderata quantità di birra da parte di volontari sani riduce i livelli plasmatici di una proteina chiamata MMP-2 che presiede al rimodellamento (cioè il cambiamento della struttura in funzione delle sollecitazioni) dei vasi. Per inciso, questa proteina è più rappresentata nelle placche aterosclerotiche. Lo stesso risultato è stato ottenuto con alcol su cellule isolate. Questa osservazione offre una base più solida (a mio parere) ai benefici delle bevande alcoliche nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Il beneficio del vino è stato finora attribuito ai polifenoli che agiscono come antiossidanti, ma la somministrazione di soli antiossidanti non ha fornito risultati convincenti. Un’altra spiegazione è stata quella dell’aumento del “colesterolo buono”, ma le variazioni di colesterolo sono troppo ridotte in confronto con la riduzione degli eventi cardiovascolari. Resta quindi un buco nella nostra conoscenza sul come (e quali) bevande alcoliche agiscano nel ridurre la mortalità cardiovascolare. Questo studio è il primo a dimostrare gli effetti in vivo della birra su queste proteine. Vorrei frenare l’ottimismo che genera una notizia come questa ricordando che, sulle cellule isolate, le dosi a cui abbiamo osservato questi effetti “benefici” scompaiono a dosaggi elevati proprio come succede in grandi studi sulla popolazione. In pratica, uno o due bicchieri al giorno fanno bene (era una birra di 8 gradi e si consigliavano 375 mL al giorno) ma nulla si può dire su dosi più elevate. L’aspetto positivo è che questo effetto è attribuibile all’alcol e non ad antiossidanti miracolosi che solo i vini rossi avrebbero. Saluti Nicola Fiotti
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